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Le news del Movimento Nonviolento

Assemblea dei Soci – Rinvio approvazione Bilancio

Avviso per tutti gli iscritti al Movimento Nonviolento
Assemblea dei soci – Rinvio

L’annuale Assemblea nazionale dei soci del Movimento Nonviolento, per l’approvazione del Bilancio consuntivo 2019, programmata per il mese di aprile, viene rinviata a data da destinarsi, entro il 31 ottobre 2020.

Le disposizioni del decreto “Cura Italia” per le Associazioni di promozione sociale.

Lo scorso 17 marzo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il “Decreto Legge 18/2020 (cosiddetto “Cura Italia”), il quale ha disposto importanti misure per far fronte alla situazione di emergenza in atto nel Paese.

Il comma 3 dell’art. 35 ha prorogato sempre al 31 ottobre 2020 la scadenza per l’approvazione dei “bilanci” delle Odv, delle Aps e delle Onlus, il cui termine scade nel periodo 1° febbraio 2020-31 luglio 2020 (cioè il periodo di durata dello stato di emergenza dichiarato dal Governo, salvo ulteriori proroghe). Le Odv, le Aps e le Onlus iscritte ai rispettivi registri sono quindi legittimate a posticipare l’assemblea di approvazione del bilancio di esercizio, derogando alle previsioni legislative o statutarie.

Allo stato attuale possiamo prevedere che l’Assemblea per l’approvazione del Bilancio si svolgerà contestualmente con il Congresso del Movimento, convocato nei giorni 2, 3 e 4 ottobre 2020 a Firenze (in attesa di conferma).

Nel frattempo il Direttivo del Movimento Nonviolento, convocato in via straordinaria dal Presidente in remoto, il giorno 28 marzo 2020 ha approvato il Bilancio presentato dal Tesoriere, che qui viene pubblicato nella sua forma consuntiva, e che è a disposizione dei soci per la consultazione in forma completa.


AVVERTENZA IMPORTANTE

Da una prima lettura vediamo che fra entrate e uscite abbiamo una rimanenza molto alta, di oltre 41mila euro, ma questa lettura è falsata dal fatto che la somma ricevuta per il “progetto europeo”, 59mila euro, verrà spesa nel 2020, ed è sostanzialmente una partita di giro.
Se facciamo un bilancio senza la voce del “progetto europeo” ci troviamo con una differenza reale fra entrate e uscite di circa 17mila euro in passivo. Solo gli attivi degli anni precedenti ci permettono di andare avanti. Contiamo quindi, come di consueto, sulla generosità, le donazioni e i contributi di soci e amici del Movimento.

Il Presidente e il Tesoriere

Finanzio la nonviolenza della Sea Watch

Davanti ad una situazione di emergenza, Carola Rackete, la Capitana della Sea Watch, ha fatto bene ad agire per necessità, anche se questo comporta la violazione di leggi, in tal caso ritenute ingiuste. La difesa ed il rispetto della vita umana sono principi universali, che rispondono ad una legge superiore, e vengono prima di qualsiasi altra legge umana.

Sostengo perciò l’azione nonviolenta di disobbedienza civile messa in atto. Non solo, voglio esserne partecipe, come esempio di ciò che va fatto in questi frangenti: la vita prima della legge.

Ho quindi partecipato al finanziamento di questa azione umanitaria.
La Sea-Watch merita sostegno contro una legge ingiusta e disumana. I contributi possono essere versati sul seguente conto bancario:
IBAN: DE77 1002 0500 0002 0222 88
BIC: BFSWDE33BER
Banca di riferimento: Bank für Sozialwirtschaft Berlin

Mao Valpiana
presidente del
Movimento Nonviolento

2 giugno 2019, festeggiamo la Repubblica che ripudia la guerra

È la festa più civile che si possa immaginare.

La Repubblica è figlia della resistenza antifascista e di un referendum popolare; davvero non si capisce perchè il suo compleanno venga festeggiato con una parata militare, con il volo delle frecce tricolori, con sfoggio di divise e armi. È un controsenso, un falso storico, in contrapposizione ai fondamenti costituzionali, tra cui il ripudio della guerra e la difesa della patria affidata, appunto, “al cittadino” (e non all’esercito). La Repubblica democratica è l’espressione massima di tutto ciò che è civile, cioè lo status del cittadino in contrapposizione a militare”.

Il 2 giugno sarebbe giusto e bello far sfilare, al posto dei soldati in alta uniforme o tuta mimetica, i giovani disoccupati e i pensionati come rappresentanti del popolo italiano in sofferenza, e vedere i rappresentanti delle istituzioni mettersi sull’attenti davanti a loro.

I militari facciano la parata in un’altra data; hanno già la loro festa, il 4 novembre, che ricorda “l’inutile strage” della prima guerra mondiale. Ed anche la deposizione della corona al milite ignoto andrebbe fatta in altro momento. La corona d’alloro il 2 giugno andrebbe deposta davanti alle tombe dei morti sul lavoro.

Il primo articolo della Costituzione indica come la nostra Repubblica sia fondata sulla forza del lavoro. Gli articoli successivi, dal 2 al 10, i principi fondamentali, contengono il richiamo ai diritti inviolabili dell’uomo, l’uguaglianza e la pari dignità sociale di tutti, il diritto al lavoro, le autonomie locali ed il decentramento amministrativo, la tutela delle minoranze linguistiche, l’indipendenza dello Stato e della Chiesa, la libertà per tutte le confessioni religiose, lo sviluppo della cultura, la ricerca scientifica, la tutela del paesaggio, del patrimonio artistico e monumentale, il riconoscimento del diritto internazionale e il diritto d’asilo per lo straniero; infine vi è l’articolo 11, il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.

Tutto questo significa che i cittadini e i lavoratori devono costruire le condizioni economiche e sociali per la dignità della vita di tutti coloro che vivono nel nostro paese, e che la guerra è l’unico vero disvalore da espellere per sempre dal contesto civile.

Per questo riteniamo che i 25 miliardi di euro che saranno impiegati anche quest’anno per le spese militari vadano contro la Costituzione e sperperino denaro sottratto alle tante necessità attuali (lavoro, sanità, istruzione, cultura, ricerca, protezione civile, pensioni, ecc.).

Noi vogliamo festeggiare il 2 giugno con lo spirito civile di una festa di popolo, insieme alla forze vive della Repubblica: i lavoratori, le categorie delle arti e dei mestieri, gli studenti, gli educatori, gli immigrati, i bambini, i giovani del servizio civile, i disoccupati che lavoro non trovano, tutti coloro, cioè, che in diversi modi attuano i primi 12 articoli della Costituzione.

Per tutto questo noi celebreremo in modo civile e disarmato il 2 giugno. Saremo in alcune piazze italiane dove innalzeremo le bandiere della pace e i cartelli con l’articolo 11 della Costituzione.

Movimento Nonviolento